venerdì 31 maggio 2019

Non vi è alcuna distinzione tra la pratica religiosa e la vita quotidiana...




Nella mia attuale pratica quotidiana trascorro almeno cinque ore e mezza in preghiera, meditazione e studio. Inoltre, prego ogniqualvolta mi è possibile durante gli altri momenti della giornata, per esempio durante i pasti e mentre viaggio. In questo ultimo caso, ho tre ragioni importanti per farlo: in primo luogo la preghiera contribuisce all'adempimento del mio dovere quotidiano; in secondo luogo, aiuta a passare il tempo in modo produttivo; infine placa la paura! Non vedo alcuna distinzione tra la pratica religiosa e la vita quotidiana.
da:
 Dalai Lama  " La via della tranquillità "

giovedì 30 maggio 2019

Cristo bussa alla porta...

Antonio Martinotti- Cristo  imprigionato dentro di noi

L'uomo è una porta a cui Cristo bussa.
" Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me."
( Ap 3,20)

L'uomo può spalancare la porta a Dio e permettergli di agire in sé e attraverso di sé, oppure dirgli:
 " Tu hai fatto tutto in modo sbagliato, io farò a modo mio", e sbattere la porta. L'uomo può accettare l'eredità di Dio o scegliere di darla in pegno. Ma Dio non se ne va. Perché Cristo è in ognuno di noi. Non può non esserci. In noi Cristo può vivere o morire - perché quando noi cerchiamo di ucciderlo Lui patisce lo strazio della morte - ma è immortale e..non può morire.

da : "E' Cristo che vive in te"    Dostoevskij l'immagine del mondo e dell'uomo: l'icona e il quadro 
di Ta'jana Kasatkina

martedì 14 maggio 2019

Gli esseri divini...








Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio. Da sempre, sulla Terra, esistono esseri che indicano la via per edificare un nuovo mondo, per aprire il cammino all’umanità verso una nuova aurora. Sono esseri di luce, accomunati dalla stessa forza ed energia, marchiati dalla stessa solitudine.
 Giordano Bruno


lunedì 6 maggio 2019

L'eresia dell'individualismo...







“ Des homes comme Saint Seraphim, Saint Francois d’Assise et biend’autres, ont accompli dans leur vie l’union des Eglises.”

(Uomini come San Seraphim, San Francesco d'Assisi ed tanti altri, hanno accolto nella loro vita l' unione delle chiese. )

Quest’affermazione semplice e profonda di un metropolita ortodosso ci offre la chiave dell’ecumenismo dei monaci, anzi di tutti.
Se non ho l’unità in me stesso come potrò mai pensare ( non dico poi parlare)  di unità fra i cristiani? D’altra parte, cercando l’unità per tutti i cristiani io raggiungo anche l’unità dentro di me.
L’eresia dell’individualismo: immaginarsi come un’unità completamente autosufficiente e asserire questa immaginaria “unità” contro gli altri. L’affermazione dell’io semplicemente come il “ non altri”. Ma quando cerchi di affermare la tua unità negando di avere a che fare con gli altri, negando ogni altra persona nell’universo finché non arrivi a te, che cosa ti resta da affermare? E anche se ti rimane qualcosa da affermare, non avrai piùrespiro per affermarlo. La via  giusta è proprio quella opposta: più io sono capace di affermare gli altri, dire “ si” a loro dentro di me, scoprendoli in me e me in loro, più io sono reale. Sono pienamente reale se il mio cuore dice “ si” a tutti.
Sarò cattolico migliore se non riesco a confutare ogni ombra di protestantesimo, ma se riesco ad affermare la verità che esiste in esso ed andare oltre.
Lo stesso con i musulmani, indù, buddhisti, ebrei…. Ciò non significa sincretismo, indifferenza, amicizia svaporata e noncurante che accetta ogni cosa senza pensare a nulla…Se affermo di essere cattolico solamente col negare ciò che è ebreo…..alla fine troverò che non mi è rimasto molto da affermare per dimostrare che sono cattolico; certamente non avrò il soffio dello Spirito  con cui affermarlo.
Un giorno Gandhi chiese: “ Come può essere fraterno chi crede di possedere la verità assoluta?”… La storia del cristianesimo non fa che risollevare di continuo questa domanda.  Il problema è questo: Dio si è rivelato agli uomini nel Cristo, ma si è rivelato anzitutto come amore. La verità assoluta si può comprendere quindi come amore, ma non in un modo che escluda l’amore. Solo chi ama può  star certo di essere sempre a contatto con la Verità, che in realtà è troppo assoluta per essere capita dalla sua mente….La conoscenza gonfia l’uomo come un pallone e gli conferisce una completezza precaria per la quale egli crede di possedere tutte le dimensioni di una verità la cui totalità è negata agli altri. E finisce perciò di sentirsi in dovere, in virtù della sua superiore conoscenza, di punire o giudicare coloro che non partecipano alla sua verità….

Tomas Merton - Diario di un testimone colpevole




sabato 4 maggio 2019

Se volete essere liberi.....






Se volete essere liberi, raggiungete la conoscenza del vostro vero sé, che non ha forma, né aspetto, né radice, né fondamento, ma è vitale e vivace.
Reagisce con versatilità, ma non si può individuare la sua funzione.   Quindi, se lo cercate ve ne allontanerete, e se continuate a cercarlo ve ne allontanate ancora di più.

Maestro Zen Lin JI( Rinzai 866?)

giovedì 2 maggio 2019

Per un po' potete leggere dei libri......





Per un po' potete leggere dei libri, ma badate a metterli da parte quanto prima perché, se non li abbandonate, vi abituerete a studiare soltanto le belle lettere. E' come cercare di ottenere il ghiaccio riscaldando acqua corrente oppure tentare di ottenere la neve facendo bollire acqua calda. Quindi i Buddha a volte dicono che la verità ultima è esplicabile e a volte non lo è.
Il fatto è che non c'è nulla di esplicabile nella Realtà in sé, che è lo stato di tutte le cose esistenti. 
Quando quest'unica cosa sarà compresa nella sua totalità, tutte le altre seguiranno.

D.T. Suzuki, Saggi del buddhismo zen