domenica 31 luglio 2016

Il Mandala: un percorso di consapevolezza e guarigione *******







Dedicarsi ai Mandala può quindi  un modo per ritornare bambini , ritrovare la gioia di stare al mondo e comprendere nello stesso tempo il valore dell’essere consapevolmente adulti. 
 
Greta, 2 elementare
  Dipingere i propri  mandala, da un punto di vista energetico, contribuisce ad armonizzare e ripristinare il flusso delle energie del corpo. Il suo modello di rotazione simmetrica permette di convogliare e, di conseguenza, di irraggiare armonia all’intero essere ( cont.)

Thisahi,  2 elementare
 

sabato 30 luglio 2016

Il Mandala: un percosrdo di consapevolezza e guarigione******





Il mandala è una forma carica di significato a livello materiale, psichico e spirituale. Per questo motivo l’atto di disegnare, o semplicemente colorare mandala è un’attività  benefica, che ripristina il flusso energetico nel corpo, ricrea l’armonia nella psiche e riporta al proprio centro spirituale.




Dipingere mandala aiuta ad addentrarsi alla ricerca del proprio vero “essere”, a scoprire l’essenza che si nasconde in ciascuno di noi o, più semplicemente, a entrare in contatto con il proprio “centro”. Ricentrarsi significa recuperare l’energia per gestire meglio le proprie risorse.


 In un’epoca come la nostra in cui prevale ancora l’”avere” sull “essere”, c’è bisogno di ritrovare la via che porta all’interno, al nostro centro spirituale. A livello simbolico, il mandala potrebbe essere definito come la forza centrifuga che spinge il bambino alla sperimentazione, e la forza centripeta che riporta l’adulto all’introspezione ( cont.)



domenica 17 luglio 2016

Il Mandala: un percorso di consapevolezza e guarigione *****





 Molti dipinti indiani e orientali sono dei mandala da interpretare. 



Ma anche molte immagini della natura ci rivelano i segreti di noi e del mondo: un fiocco di neve ad esempio o una cellula vista al microscopio.



Anche l’iride è un mandala, che rivela l’intero individuo. Il corpo stesso è un mandala che ha come centro l’hara.

“ Se a scuola ci insegnassero la geometria come espressione dei mandala, la studieremmo molto più volentieri e con più profitto non solo sul piano didattico, ma soprattutto sul piano evolutivo”. Lo afferma Stelia Belloni, laureata in antropologia e sociologia, che a Mendrisio conduce un atelier di espressione creativa e di attuazione dei propri potenziali. “ Sentirsi dire che noi discendiamo dal pitecantropo è già abbastanza scontato, ma sentire che deriviamo addirittura da una figura geometrica è più sorprendente. La vera rivoluzione scolastica avverrà quando la geometria archetipale e la fisica quantica diventeranno materia di studio e di applicazione corrente”. ( cont.)

venerdì 15 luglio 2016

Il Mandala: un percorso di consapevolezza e guarigione ****






Il mandala è infatti un cerchio magico, un  rito sacro, l’immagine del  Sé: il mandala è tutto questo ed altro ancora. Questo antichissimo simbolo è una realtà vivente anche per gli uomini e le donne del mondo moderno. Come segno esteriore e visibile del Sé archetipico, conduce, protegge e ci sfida a diventare ciò che realmente siamo.
Strumento della tecnica di meditazione rituale, il mandala riflette i diversi livelli di coscienza di chi lo contempla, come pure la sorgente della forza unificante e risanatrice di cui è tramite. Tra i suoi scopi c’è anche quello di risvegliare l’intelligenza che sta alla base della sua composizione e di irradiare differenti energie. Perché il mandala, figura simbolica ed archetipica, ci rivela non solo la struttura del cosmo ma anche quella della psiche; come una mappa dell’universo e del Sé al tempo stesso, per il principio olografico che noi siamo, nel nostro “piccolo”, una riproduzione microcosmica del macrocosmo che ci genera ( cont.)

giovedì 14 luglio 2016

Il Mandala: un percorso di consapevolezza e guarigione ***

Mandala di C.G.Jung




In seguito a questa scoperta Jung scrisse: “ Il Sé mi appariva come la monade che io sono e che è il mio mondo. Il mandala rappresenta questa monade, e corrisponde alla natura microcosmica dell’anima ”. Un sogno confermò un anno dopo questa intuizione. Era la visione di un albero, al centro di una città oscura, verso il quale convergevano e conducevano tutte le strade,  che emanava e rifletteva luce nello stesso tempo, una visione abbagliante. Grazie a quel sogno Jung aveva scoperto l’archetipo del Sé, “Quella componente della psiche umana che crea schemi, direzione e significato”.
Questa intuizione gli diede pace e serenità e lo aiutò a continuare in quel difficile periodo della sua vita.
Com’è stato per Jung  anche per noi i mandala possono diventare finestre sul nostro mondo interiore. ( cont)
op.cit.
Mandala di una paziente di C.G.Jung