giovedì 17 dicembre 2015

Il Buddha si rivela....

Leh, Ladak,  XIV Kalachakra - Una bimba segue gli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama









Il Buddha si rivela nelle cose più semplici, proprio sotto i vostri occhi, purché abbiate la volontà di guardare veramente. Per questo è essenziale trovare l’equilibrio giusto, l’equilibrio che nulla trattiene, e nulla respinge. Ajahn Chah

mercoledì 16 dicembre 2015

Se non siamo pronti a....

foto irenefaro



Se non siamo pronti a scambiare la nostra felicità con la sofferenza degli altri, non conosceremo la felicità, neanche nell’esistenza ciclica. Shantideva

mercoledì 2 dicembre 2015

Meglio del possesso del mondo....






Meglio del possesso del mondo intero,  meglio del paradiso,  meglio del dominio su tutti i mondi…è compiere il primo passo sulla via del risveglio.

martedì 1 dicembre 2015

Il problema è....




 
Leh, Ladak   ( foto irene faro)
 
" Il problema è che siete convinti di avere tempo"
Pensiero di un monaco buddhista citato da Jack Kornfied

Le Offerte





Sacre o Profane sono un omaggio alla Divinità

Parte integrante della meditazione e della lturgia l’offerta è sempre rivolta alla divinità, come gesto di obbedienza, umiltà, lode, rispetto.  E' una relazione diretta che testimonia il rispetto e la devozione del fedele. Le offerte di luce e di acqua sono le più comuni, ma i credenti aggiungono spesso ai loro doni incenso, fiori, frutti, katha, soldi come anche delle specie di dolci espressamente preparati per lo scopo: i torma . Spesso confezionati nel cortile del santuario o sul sagrato con tsampa. 

 
Nel corso di alcune cerimonie, l’offerta può consistere in 108 lampade, 108 ciotole di riso, 108 dolci rituali, 108 panetti di tè, giacché è essenziale rispettare la cifra sacra. 



Durante la meditazione personale, è egualmente possibile che si offra se stessi – corpo, parola e spirito- alla divinità.


  foto di irene faro
 

lunedì 30 novembre 2015

La sciarpa della felicità


Monastero di Hemis - Ladak



   La katha, presente in tutte le cerimonie grandi e piccole, pubbliche o familiari è per i tibetani un simbolo di cortesia e di benedizione. Segno di una civiltà semplice è un gesto di offerta , di accoglienza, di scambio cortese.
Nella sua trama vengono tessuti la formula sacra del mani e gli otto simboli di buon augurio. Le più belle sciarpe  sono di seta e quando è una lunga striscia di tessuto di quattro metri di lunghezza per uno di larghezza è riservata quasi esclusivamente alle alte autorità religiose e alle personalità di rilievo. Le sciarpe di uso comune sono raramente di seta molto più piccole, spesso in tessuto sintetico, giusto il simbolo di un simbolo. 
Per i tibetani la consegna della Katha obbedisce a un codice i cui significati sono molto complessi. Ad un grande Lama o ad un alto dignitario civile, la sciarpa viene offerta a mani giunte ad altezza della fronte, con una inclinazione cerimoniosa del busto. Il gesto testimonia rispetto e buona volontà. Se la Katha viene restituita, il proprietario la conserverà con cura perché essa è divenuta un prezioso talismano. Se l’interlocutore offre un’altra sciarpa nello scambio, è un pegno di protezione, accompagnato da preziosi voti.
Tra persone di eguale livello, lo scambio si compie ad altezza di spalla. Ai piùgiovani viene messa intorno al collo. Infine offrire un dono avvolto in una Katha ha più valore, aggiungendo all’eleganza del gesto la generosità della spartizione.
Kalachakra Luglio 2014, Leh Ladak

 da " Buddismo Tibetano" di Claude B. Levenson, Mondadori
 ( foto Irene Faro)