L'uomo che comprende un simbolo non soltanto " apre se stesso" al mondo oggettivo, ma allo stesso tempo riesce ad emergere dalla sua situazione personale e a raggiungere una comprensione universale. Grazie al simbolo l'esperienza individuale è risvegliata e trasmutata in un atto spirituale.
Mircea Eliade
E' soltanto con l'architettura di matrice induista e buddhista che il mandala viene applicato direttamente, senza intermediazioni, alla realtà fisica e architettonica La sua funzione di principio ordinatore del " Tutto" viene utilizzata per le strutture organizzate della vita umana - dal tempio, alla casa, fino all'impianto urbano.
Per l'antica scienza indiana delle costruzioni, come scrive l'indologa Kramrisch : " Costruire è l'atto di ricondurre il disordine dell'esistenza, in conformità alle leggi che governano l'esistenza." Ciò vale specialmente per quanto riguarda la costruzione dei templi, intesi come " corpo" di Dio.
" Costruire significa eseguire un atto rituale che deve conferire respiro " prana", ossia vitalità magica al corpo architettonico."
Ma c'è anche un'altra interpretazione: mandala significa anche " corte" o " dimora", un luogo idoneo a ricevere la divinità, " dove lo spirito invocato trova una sede esclusiva risaervata a Lui durante il procedere dei riti, tra una corte di divinità sussidiarie. "
Il mandala propriamente architettonico è detto Vastu - Mandala o Vastu - Purusa - Mandala. Vastu è un termine sanscrito che significa "recingere" o "circoscrivere": in questo caso indica l'atto di isolare, in base a prescrizioni rituali dettate da manuali e trattati architettonici, uno spazio ordinato, separato dallo spazio infinito e incontrollabile del mondo.
Anche l'atto del vastu comprene implicitamente la nozione di " centro". Soprattutto per il tempio, ma anche per qualsiasi altra costruzione dalla casa alla città, il centro è un punto sacrale, in cui si incontrano la dimensione divina, quella umana e quella infera. Come tutti i mandala, anche il Vastu - Mandala ha inizio dall' individuazione del punto da cui si svilupperà la circonferenza.
" La pianta" scrive J. Gonda nel libro " Le religioni dell' India ", " deve essere quadrangolare, perché deve stringere il mondo fenomenico rappresentato dalla terra,.. come il mondo celeste ha quattro angoli e attraverso il sorgere ed il tramonto del sole essa viene in contatto con il mondo superiore. Si forma così un quadrato est - ovest, nord - sud , nel quale il ritmo del tempo assume forma spaziale."
Secondo un'antica tradizione, che risale ai tempi vedici, il quadrato ottenuto con il rito dell'orientazione e che è la matrice del piano del tempio, è il Vastu - Purusa - Mandala, ossia il simbolo terrestre dell' "Uomo Cosmico" - il Purusa- in quanto immanente all'esistenza.
Un antico testo brahmanico dice: " Nei tempi antichi c'era qualcosa di esistente non definito da un nome, ignoto nella sua forma. Bloccava il cielo e la terra. Quando gli dei lo videro, lo afferrarono, lo schiacciarono al suolo con il volto in giù. Così come lo gettarono a terra, gli dei lo mantengono. Brahma permise che gli dei lo possedessero e lo chiamò Vastu- Purusa"
Migliaia di templi indù e buddhisti sono stati costruiti e progettati sulla base del diagramma architettonico del Vastu-Mandala.
Come per tutti gli yantra ed il mandala anche il Vastu-Mandala presuppone il movimento di attraversamento il cui traguardo finale consiste nel raggiungere il " centro" che non è altro che il " centro del cosmo."
continua
Da " L'universalità del Mandala" di Irene Faro
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Da " L'universalità del Mandala" di Irene Faro
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